Globalismo Affettivo


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Incontro formativo e informativo

La sperimentazione anno sc.2008-2009

Sperimentazione al via: Primo incontro con la rete delle scuole coinvolte.


Il progetto "Globalismo Affettivo" parte concretamente con il primo incontro informativo/formativo che si è tenuto oggi 16 Dicembre presso l'auditorio del plesso scolastico "Vito De Fano" del XXV Circolo Didattico "Don Milani" scuola capofila. Le tre scuole coinvolte e precisamente il XXVII Circolo Didattico "Duca d"Aosta" di Palese(BA); Il Circolo Didattico "Principessa di Piemonte" di Bari e il Circolo Didattico "Biagio Grimaldi" di Bari, hanno partecipato con una massiccia presenza di docenti accompagnati dai rispettivi Dirigenti: Nicola Fraddosio, Ermelinda Cucumazzo e .Antonella Iacobone.
Dopo un benvenuto e una introduzione del Dirigente ospite, prof.ssa Luisa Verdoscia, nonchè presidente dell'ANPE - Regione Puglia (Associazione Nazionale Pedagogisti Europei) nella quale sono stati messi in risalto le finalità del Progetto che sono quelle di monitorare i risultati , evidenziarne gli aspetti altamente formativi per potere aprire la strada ad una diffusione nazionale e possibilmente istituzionale del metodo che intende in maniera totalmente naturale e globale avviare i bambini della scuola dell'infanzia alla lettura e scrittura,
La parola è stata poi presa dall'autore del metodo, Vito De Lillo che in breve tempo ha destato la massima attenzione da parte dei presenti. parlando del suo metodo che ha chiamato "Globalismo Affetivo". Il nome vuole essere una alternativa al "metodo globale" usato da anni nelle scuole elementari e nel contempo apre la strada ad una diversa modalità di intendere il "globalismo" che con Decroly è stato usatonelle scuole anche per l'avvio alla letto-scrittura, a parere di De Lillo impropriamente. Con il termine "globalismo affettivo", De Lillo vuole innanzitutto considerare il bambino nella sua interezza che si traduce in anima e corpo; affettività e gestualità, vocalità e percezione, comunicazione e interazione con gli altri.
Ciò è proprio l'idea di Decroly quando affermava che qualsiasi esperienza educativa deve rifarsi ai bisogni fondamentali del bambino promuovendo lo sviluppo di tutte le sue facoltà.
Ogni azione formativa diretta ai bambini deve tener conto di ciò e lo stesso apprendimento potrà essere facilitato quanto più si riuscirà a sollecitare questi bisogni e in particolar modo la sfera affettiva ed emotiva. I bambini vengono avviati alla conoscenza delle Lettere inizialmente attraverso dei racconti, uno per ciascuna lettera, nei quali si comprende il perchè della loro forma. In realtà le lettere hanno una loro storia e sono nate in seguito ad avvenimenti che i bambini imparano a verbalizzare, drammatizzare, raccontare a voce o con i loro disegni.


Dare significato alla forma delle lettere e associarle non a semplici immagini ma a storie che le hanno generate, vuol dire rafforzare in maniera esponenziale la memorizzazione delle stesse perchè si fa leva non semplicemente, come avveniva con il vecchio Alfabetiere, sul canale visivo bensì su quello più importante che è quello affettivo- emotivo: un humus di particolare fertilità cognitiva.

I personaggi dei singoli racconti ( "I racconti delle Lettere di Vito De Lillo- Mario Adda Editore) che si trasformano alla fine di ogni storia nella specifica Lettera, vogliono entrare nel mondo fantastico del bambino e coinvolgerlo emotivamente in maniera positiva e globale. Il ricordo della Lettera in tal modo è veloce e perenne.


L'incontro si è concluso con la consegna del materiale didattico che le scuole utilizzeranno durante lo svolgimento dei laboratori "ALPHABABY" che si terranno presso le singole scuole a partire dall'8 gennaio 2009.

Era presente all'incontro il team di progetto: Vincenzo Borracci, Filomena Labriola, ed Eufrasia Capodiferro.

Prof. Vito De Lillo autore del "Globalismo Affettivo"


Prof.ssa Luisa Verdoscia- Presidente dell'ANPE - Regione Puglia


Come nacque la lettera "D"


Come nacque la lettera "C"

Produzione delle prime parole

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