Globalismo Affettivo


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Cosa ne pensano... in breve Scuola paritaria "Bernardini" Arnesano - Lecce

Le osservazioni delle insegnanti:

Alla Fondazione "Bernardini " - Scuola dell'Infanzia paritaria - Arnesano, ritenendo importante l'avvio in età precoce alla lettura e scrittura nel rispetto delle specificità e potenzialità del bambino, ha aderito con interesse alla sperimentazione del nuovo metodo di avvio alla letto-scrittura, denominato "Globalismo Affettivo". Due nostre insegnanti, la sig.ra Laura Quarta e la sig.ra Anna Manca, hanno partecipato alla giornata formativa tenutasi a Botrugno (Le), in data 20/02/2010, e avvalendosi della loro formazione ed esperienza la Scuola ha attuato il percorso metodologico - didattico nel corso dell'a.s. 2009-2010 con risultati finali soddisfacenti.
Nella fase preliminare si è provveduto alla dotazione dell'apposita attrezzatura tecnologica (un PC portatile, un video proiettore e un maxi schermo) necessaria per svolgere e portare a buon termine tutte le attività previste dal Metodo, oltre al materiale didattico predisposto dall'autore, ricevuto tramite le docenti referenti a conclusione della fase formativa.
Le attività didattiche relative al Globalismo Affettivo hanno avuto inizio l'11/03/2010, coinvolgendo un gruppo disomogeneo, composto complessivamente da 19 bambini, di cui 11 cinquenni e 8 quattrenni. Nessuna presenza di bambini in situazione di handicap o con particolari problemi.
Si è ritenuto di stabilire due incontri la settimana, nei giorni di martedì e giovedì, presentando non più due storie per volta per evitare confusione tra le lettere e distrazione dovuta al calo di attenzione. Ciò ha permesso di coinvolgere e seguire adeguatamente tutti i bambini, anche i più piccoli, nello svolgimento delle varie attività.
L'ingresso nel "Mondo delle lettere" è stato vissuto dai bambini con grande curiosità ed entusiasmo, quasi come un privilegio, quello di entrare, finalmente, in modo reale e concreto, in un mondo riservato a "quelli più grandi" e di cui mai prima di quel momento avevano fatto esperienza diretta, entrandoci in maniera così globale e piena.
Un bambino tornando a casa quel giorno comunicò con soddisfazione a sua madre: "Mamma, finalmente anch'io, oggi, sono entrato nel mondo delle lettere!…".
L'interesse e l'attesa per le attività legate al metodo hanno registrato un crescendo continuo. Anche se la maggior parte dei bambini coinvolti nel progetto sapeva già riprodurre i grafemi ed alcuni di loro li riconoscevano già tutti o quasi, il nuovo metodo fonematico interattivo li ha coinvolti in modo nuovo ed entusiasmante, motivando ed incoraggiando anche quei bambini che, con i metodi tradizionali, avevano mostrato qualche difficoltà e scarso interesse nell'approccio alla scrittura.
Tutte le attività hanno suscitato attrattiva e partecipazione, soprattutto quelle interattive, ma anche il racconto della storia è divenuto un momento "forte", di grande coinvolgimento e interazione con i bambini. Le insegnanti incoraggiate dall'entusiasmo e dalla vivacità trasmessa dal "computeraio" per eccellenza, il prof. Vito De Lillo, hanno trasformato la narrazione in racconto animato, trasportate anch'esse dalla fantasia, arricchendo ciascuna storia di oggetti e disegni di propria creazione, rappresentanti i vari protagonisti, che alla fine sono diventati i souvenires, i ricordi tangibili del viaggio nel mondo fantastico delle lettere. La maestra prima di dare inizio al racconto si reca nel mondo delle lettere, lasciando i bambini in trepida attesa, per andare a prendere la storia ed anche la sorpresa lasciata dalla fatina Letterina durante la notte e che consiste, appunto, nell'oggetto misterioso protagonista della storia del giorno.
I bambini, incuriositi dalla pacco-regalo, ascoltano la storia con maggiore interesse per indovinare l'oggetto misterioso ed anche la lettera che rappresenta.
Questa piccola personalizzazione può essere considerata semplicemente come l'effetto spontaneo del coinvolgimento globale (cuore, testa e corpo) al metodo non solo dei bambini ma anche delle docenti, con risultati positivi.
La varietà delle attività ha permesso ad ogni bambino di esprimersi al meglio in quella a lui più congeniale, promuovendo autostima e incoraggiamento a proseguire nel percorso con crescente sicurezza e interesse. Ne sono testimonianza fantasiosi disegni, racconti riportati con dovizia di particolari, abilità nella ricostruzione di un puzzle, nel riconoscere al volo una parola di cui il robot fa lo spelling, nello scrivere una semplice parola sotto spelling uditivo e poi leggerla.
Inoltre si evidenzia un clima di particolare solidarietà e condivisione durante lo svolgimento delle attività, soprattutto durante la compilazione delle schede i bambini si aiutano e si incoraggiano vicendevolmente, senza competizione, come in un piacevole gioco di squadra.
In qualche caso si è riscontrata una difficoltà di astrazione, nel riconoscimento del grafema disgiunto dall'immagine. In questi casi sarebbe stato necessario del tempo in più da dedicare alla fase finale del metodo, allo scopo di rinforzare la memorizzazione e soprattutto facilitare il passaggio all'astrazione con giochi finalizzati come lo spelling visivo, ma i tempi non sono stati sufficienti, pertanto si propone per il futuro di dare il via alla fase di attuazione del progetto in modo anticipato, già all'inizio di febbraio.
Al termine del percorso tutte le schede e i disegni di ciascun bambino sono stati raccolti in un libretto personale, che hanno poi portato a casa come ricordo del loro fantastico itinerario nel mondo delle lettere e sulla cui copertina, colorata a piacere dagli stessi bambini, compaiono la fatina Letterina e il Computeraio, loro familiari compagni di viaggio.
Il cento per cento dei bambini componenti il gruppo sperimentale, alla fine della attività, sa comprendere la parola dietro spelling orale del docente, la maggior parte riconosce le lettere, solo pochi quattrenni non hanno raggiunto quest'obiettivo ma la causa è da attribuire alla presenza discontinua. Degli undici cinquenni tutti riconoscono le lettere, comprendono e riproducono la parola dietro spelling visivo. In un caso si è rilevata qualche difficoltà di riconoscimento del grafema disgiunto dall'immagine o dalla parola di riferimento. Anche tra i più piccoli (quattro anni) c'è chi è giunto a saper scrivere e riconoscere brevi parole.
L'analisi dei risultati è da ritenersi complessivamente soddisfacente. Tutti i bambini hanno sperimentato un approccio alla letto-scrittura molto positivo, avvenuto in un clima giocoso ed attraente, che li ha condotti a raggiungere gli obiettivi, adeguatamente alle proprie potenzialità, in modo piacevole e naturale senza particolari sforzi ed inutili costrizioni.
Insegnante referente: Quarta Laura


Insegnanti coinvolti:
Manca Anna
Quarta Laura


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