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Le osservazioni delle insegnanti:
All'inizio del progetto, dopo aver fatto un'indagine estesa a tutti i bambini sulla conoscenza delle lettere, ero indecisa se prendere in considerazione il gruppo più preparato e che quindi avrebbe avuto l'occasione di consolidare e approfondire gli apprendimenti in maniera divertente ed entusiasmante, oppure seguire il gruppo con più difficoltà di apprendimento, di attenzione, di memorizzazione, di espressione linguistica corporea e relazionale.
Dopo averci pensato un bel po' ho voluto affrontare la sfida più difficile, mettendo in gioco le mie competenze e le mie abilità per riuscire ad ottenere dei risultai più o meno soddisfacenti dal gruppo svantaggiato.
Alla fine di questo duro percorso posso dire che l'affettività così come il maestro Vito ci aveva detto è una parte indispensabile per l'attuazione del metodo. L'attaccamento affettivo dei bambini alle storie delle lettere vissute come amiche, alla maestra letterina che sempre gioiosa arriva col suo bagaglio di sorprese, ha fatto in modo che anche i bambini più disinteressati fossero coinvolti, che quelli con problemi di linguaggio si proponessero per raccontare le storie, e quelli con difficoltà di apprendimento memorizzassero le lettere grazie al collegamento con le storie e le immagini dei giochi interattivi.
Le difficoltà che ho incontrato sono relative al numero dei bambini e al tempo a disposizione.
Con un gruppo di 19 bambini provenienti da sezioni diverse e come si è detto con varie problematiche, e con un orario limitato ad una sola ora per ogni incontro è stato necessario molto più tempo del previsto per ottenere dei risultati.
In conclusione posso dire che il metodo del globalismo affettivo è di una validità indiscutibile perché se sono riuscita io ad ottenere risultati in una situazione diciamo critica, si possono ottenere risultati ancor più soddisfacenti in una sezione omogenea e con un orario più disteso.
F.to : Violace Albina
Sciascia Luisa